Grande successo per le due giornate di Lanterne

Grande successo per le due giornate di Lanterne.

Sabato e domenica 22 e 23 Agosto, si è vissuto il fascino irripetibile della III Edizione di Lanterne, il Festival di storie, musica e parole, ideato ed organizzato dall’Associazione Móiti con il patrocinio del Comune di Palau.

Uno straordinario spettacolo, quello di Musica Nuda, per la prima serata di Lanterne. Nonostante i ritardi aerei e le difficoltà negli spostamenti, Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, dopo dodici ore di viaggio, sono arrivati a Palau alle 23.40 e alle 23.45 sono entrati in scena senza aver fatto il soundcheck, senza aver mangiato e dopo essersi cambiati nel bagno di un aeroporto. Ma non si sono risparmiati sul palco, perché la piazza gremita di appassionati ha atteso paziente il loro arrivo. “Grande professionalità e passione, per fortuna esistono ancora artisti e persone di questo spessore.” commenta il Direttore Artistico Alessandro Azara.

In tanti hanno preso la diurna da Civitavecchia, qualcuno è arrivato perfino dalla Francia, altri dall’Ogliastra, da Alghero, da Cagliari. Petra Magoni canta e riempie gli spazi creando disegni con le dinamiche vocali e l’uso di tecniche microfoniche, si compensa bene con Spinetti, elegante e posato al contrabbasso. Si inizia coi Beatles per passare a “Un vecchio errore” di Paolo Conte e alla simpatica versione quesi teatrale di “Sei forte papà” di Morandi a “Is this love” di Bob Marley . Musica Nuda spoglia le canzoni e le riveste con abiti leggeri ma avvolgenti, una nudità che mette in libertà i due artisti.

Quando si ha il privilegio di fare questo mestiere, si ha anche dei doveri e arrivare qui sapendo di essere in difetto, non per colpa nostra, e trovare la piazza piena, è stato un gesto d’amore e di attenzione che meritava il massimo” dice Petra Magoni ed aggiunge Ferruccio Spinetti: “Questo è anche merito del festival che in questi anni si è creato un pubblico che si fida delle scelte artistiche”.

Atmosfera magica, quasi surreale anche per la seconda giornata di Lanterne per il concerto di Bosso e Mazzariello in Piazza Fresi, luogo che il trombettista ha definito “un meraviglioso salotto”.
Tra il pubblico uno spettatore d’eccezione, Sergio Cammariere, al quale hanno dedicato “Luiza” di Antonio Carlos Jobim.
Continui cambi di dinamica, facce contrite, sudore sul pianoforte, tanta qualità e tanta carica passionale sotto la Lanterna con i brani del loro ultimo disco “Tandem”, l’approdo naturale di un rapporto artistico già rodato, un pedalare all’unisono che fa giungere lontano.

Bosso ha omaggiato tutti suonando tra i presenti e sedendosi tra loro per poi raggiungere da vicino le note del pianoforte di Julian. Performance terminata con una standing ovation, così come per la serata precedente.

Queste piccole realtà come Lanterne sono le situazioni perfette dove espirmersi, dove chi ti ha invitato a suonare ti fa capire che ti ha voluto veramente, che ti riempie di affetto, a differenza di altre situazioni grandi dove c’è solo un enorme freddezza. Quando ti fanno sentire bene gli organizzaotri, sul palco si da tutto, si da il massimo. Continuate a proporre cultura perchè sono in pochi ormai a farlo seriamente“. Così ha commentato entusiasta il migliore trombettista jazz italiano.

Il concerto dei due giovani fiori del jazz internazionale è stato anticipato da un racconto di mare del 1800, tratto liberamente da “Lettere dal mio mulino” di Alphonse Deaudet. Si è così potuta conoscere la storia vera di un destino ingrato nelle Bocche di Bonifacio, la storia del terribile naufragio della Semillante, testimoniato dai cimiteri siti nell’Isola di Lavezzi dove centinaia di giovani riposano senza fiori ma riscaldati dal fascio di luce dei fari.